giovedì 16 luglio 2015

L'appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca

Siamo ormai nella settimana dello stronzo genetliaco, il 21 luglio infatti saranno 4 anni esatti dal giorno in cui la Rassegna Stronza è comparsa nel fantastico mondo dell'etera...
E' quindi ora di uscire dal letargo, e aprire una nuova stagione! Lo facciamo iniziando da un attesissimo ritorno: Paul_Blau_Vierzig e l'appartamento tedesco son di nuovo tra noi! Non chiediamoci per quanto, ma lasciamo la parola ai suoi racconti da HD...

L’Appartamento tedesco. Tutti i colori di una cronaca tedesca – Limited Edition –
Casa dolce casa
Dopo un tschüs può esserci un nuovo hallo e allora rieccoci qua in una novella nota di colore su un qualcosa di immaginifico.
È stato tempo che l’Appartamento tedesco trovasse disperatamente un suo erede per un periodo senza inizio e fine, così per svago o responsabilità oppure per dormire e mangiare.
Qui nel verde e cantieroso Neuenheimer Feld si è fatto la muffa e anche di più e altro, non si è più idonei a vivere in un campus popolato non solo di pappagallini, leprotti e rane ma pure di ninfette, orsi birrai e barbagianni. Infatti, il palazzo che fu nel mese ventoso del 2012 non è più quello di allora: maiali dalle razze più strane sguazzano negli androni e nelle scale lasciando tracce indelebili sulle superfici e nell’anima, mantidi religiose hanno scelto la lavanderia come il loro regno facendo impazzire i poveri malcapitati desiderosi di soli panni puliti e gorilla del tipo bagigi infastidiscono gli occhi e le orecchie con il loro fare primordiale. Percuotersi il petto dalla mattina alla sera è una sindrome piuttosto diffusa ma questi esemplari di primati sono in grado pure di battersi le spalle e di esprimere idiozie concatenate a risate sceneggiando sapienza mista con intelligenza.
Ma se cercare è semplice, trovare un’abitazione nel centro della tentacolare HD è un’impresa, a meno che non si sia in grado di dissanguarsi con un bel sorriso in faccia o si sia detentori di titoli academici e azionari tali da far digerire qualsiasi cifra per un loculo che un’agenzia immobiliare può offrire. Allora, in mancanza di tali peculiarità umane, la via maestra è internet associato alle conoscenze, avere chiaro cosa si cerca e una cifra massima in cui far comprendere ciò che si desidera sapendo che più ci si avvicina al fiume più è sicuro il rischio di affogarvi, più si sta all’ombra del Castello più una frana può inghiottirvi.
Un monolocale di pochi metri quadrati abitabili, diversi però da una grotta per orsi o una mangiatoia per bambinelli venuti al mondo per grazia loro, arredato decentemente, senza passioni per l’Africa e il mare, con una cucina priva di doccia e un bagno per chi sa come si usa, e con tutte le bollette incluse secondo l’idea di Umanità anno domini 2015. Cifra massima: quella che un appartamento vale, ma con il freno a mano tirato e con la consapevolezza che sarà per un momento e con la fantasia che vola fino all’eternità. Locazione prediletta: nel quadrilatero della movida heidelbergense Neuenheim-Bergheim-Weststad-Altstadt, a una distanza pedonabile dal cuore urbano, dall’Università, dalla stazione, dai negozi, dal supermercato, dal barbiere, dalla banca…
Pretenzioso? Sì. Scendere più a sud o salire più a nord o spingersi più a ovest o est vorrebbe significare rischiare l’esilio o l’emarginazione nel mondo dorato di HD, la malinconoia di masiniana memoria in salsa tedesca e confondersi tra la gente rinchiusa in casa. Almeno si dia la parvenza di essere il padrone del mondo, o il cameriere da camera di quest’ultimo.
Il tugurio di lusso
Così, un dì è apparso un annuncio veramente allettante: nella zona residenziale di Weststadt è sita una vecchia palazzina novecentesca con una mansarda sottotetto bisognosa di un nuovo abitante. Foto misteriose di un appartamento con una stanza da vita, cucina, bagno, quasi completa di tutto e mobili da comprare dal vecchio inquilino.
Poche email per concordare un incontro ed appare l’appartamento nella sua unicità. Terzo o quarto piano, scale ripide in legno e ampio pianerottolo sul quale si staglia con fare incerto l’attuale abitante smanioso di trovare qualcuno cui lasciare il suo piccolo regno. L’ingresso stretto e poco curato, a destra la cucina bella vissuta e vera con un magnifico frigorifero, a sinistra il bagno. O meglio, lo sgabuzzino-bagno. Stretto e lungo, orribile da usare. In fondo la grande stanza: tre sofà logori, tavolino inguardabile al centro illuminato da una finestra sul tetto, mentre nel perimetro una scrivania, un comodino, un armadio alto a due o tre ante e un letto ampio e comodo.
Nel suo insieme però non dava una bella visione: la moquette troppo usurata dal tempo, le pareti quasi grezze, il soffitto incombente, il bagno umanamente inservibile, l’arredamento al 50% non all’altezza ma venduto oltre le sue potenzialità e la correttezza. Eppure l’affitto in quella zona tentava di prendere quella casina…ma rifarla era impossibile. Next!
Le regge nel reame
Saliamo di prezzo e di quartiere: Neuenheim per portafogli gonfi e tronfi di soldi e titoli, buen ritiro di Franziska van Almsick e dello “Scherzo della Natura”, noto a voi, cari lettori, da un vecchio post. Lei sì che si tratta bene…
E appare la reggia di uno studente di medicina che lascia la città per un anno all’estero. Appartamentino di grande pregio con cortiletto per colazioni all’aperto e pennichelle pomeridiane su un’amaca. Soggiorno-cucina top class, bagno signorile, luminoso, bianco e vetroso, camera da letto con televisore al plasma e lettone verso la finestra sul cortile. Nel cuore del quartiere più in della città, almeno finora…Ma manca dei costi aggiuntivi e il tipo vuole la sicurezza che chi prende la sua dimora vi rimanga e paghi per un anno. Avrebbe fatto da guardiano la mamma-drago cui era intestato il contratto. Caro orsetto con il camice bianco, anche se mi passi il contratto precompilato con le condizioni è per me, ahimè, più no che sì.
Anche perché nel frattempo è stato inserito nel cervellone telematico delle stanze e case in HD un nuovo annuncio. Una casettina tanto carina in una palazzina di tre piani e dal colore chiaro quasi quasi di fronte al fiume e fornita di tutto ma con contratti da farsi separatamente. Una giovane ricercatrice iraniana del centro tedesco sul cancro cerca un nuovo inquilino per il monolocale che vuole lasciare da luglio. Dopo un’email inquisitrice su chi sia colui che la contatta (chi sei, cosa fai, quanti anni, quanto mangi, cosa bevi, come fumi, animali? Esseri umani? Orari?) e svariati chiarimenti necessari per capire cosa comprende realmente l’affitto (oltre alla casa, l’acqua…), ecco l’appuntamento per la visita a quella che si preannuncia come un serio vincitore. Ben 3 finestre e un balconcino, cucinetta fornita di tutto, bagnetto lindo e camera con parquet, scrivania di cristallo, sedia-poltrona, mobile centrale per libri, televisore e impianti vari, armadio ampio e alto, pianoforte senza coda e sofà. Ma il letto? Non era compreso? Beh si può dormire sul sofà che si trasforma in letto. Ma anche sul pianoforte facendo attenzione alle scale e al do minore sol maggiore. E chiedere al sig, Proprietario di portare via il sofà e sostituirlo con un comodo letto ben piazzato? Misteri.
Il tarlo di aver perso un affare, un appartamento di fronte poi proprio al tracciato di corsa trisettimanale, faceva ribollire il sangue nelle vene. È proprio un’impresa trovare un posticino tranquillo nel centro di HD.
Bergamasca heidelbergense
Ma proprio quando le speranze stavano per morire, la soluzione: andare nel cuore di HD, o quasi. Nel ventricolo inferiore sinistro. Là, a 100 m dal centro politico, sociale, culturale e locomotivo della città. È un appartamento noto da mesi in realtà, circa sei per la precisione. E come? Infatti, cari lettori, in quest’ultimo periodo si è palesato un nuove personaggio in HD: lo chiameremo in suo onore Edipo Re.
Edipo Re abita in un comodo, confortevole e fornito di tutto ma proprio di tutto appartamento sito in una palazzina tranquilla della Bergamasca heidelberghense e di fronte all’ultimo descritto ma sulla riva opposta. Ingresso con armadio, bagno luminoso e lungo, cugina lunga e stretta, camera-soggiorno con letto ampio, comodo e manovrabile come una barca a vela, divanetto, tavolino, mobile per libri e televisore, scrittoio e seggio, due ampie e luminose (se c’è il sole) finestre su una delle vie più importante del centro, riscaldamento, internet ed elettricità nell’aria. Appunto, da lì si è in 15 minuti in tutta l’HD che conta, l’Università, la stazione, il fiume con il suo prato e le banche e poi in altri 5/10 minuti si arriva al Ponte vecchio o al Castello… senza citare i ristoranti giapponesi, turchi, arabi, greci, italiani e tedeschi, locali “fighi” da bere (secondo la nomenclatura di Edipo Re), i panifici, i barbieri, i negozi di tutto e di più (pure di strumenti musicali, vedi il caso), i supermercati, gli ospedali (quelli non mancano mai) ecc. sotto casa. Sotto vuol dire sotto, no a 5 minuti…Ciò detto, è conosciuto pure il padrone di casa, persona seria e puntuale. Edipo Re lascerà purtroppo la città in autunno in una casuale concomitanza con la scadenza del vecchio contratto dell’Appartamento tedesco. E allora un momento, il contatto con il proprietario, 2 giorni di attesa e subito la richiesta di anticipo dell’affitto. Affare fatto, per una cifra inferiore agli altri due ma risiedendo in un punto ancora più favorevole. Qualcuno dirà “sembra di stare in Turkenstan”, come se poi in altre zone non si stia in Oriente o nella savana…
E così un curioso capitolo dell’Appartamento tedesco…

Paul_Blau_Vierzig

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