venerdì 23 agosto 2013

Ti Amo Campionato – Pensieri di un Italiano Medio a bordo piscina by Pink


(da leggersi col sottofondo musicale: press play!)
E' circa mezzogiorno in un giorno d'estate, una coppia sta in ammollo nella piscina gonfiabile in
giardino e discute del più e del meno: cronaca, musica, cinema. Tutto molto normale, finché uno dei due si blocca, fissa il vuoto per qualche secondo e biascica una frase incomprensibile. L'altro sgrana gli occhi e chiede di ripetere. La frase è la seguente: “Domani inizia il campionato!”
Ebbene si, domani inizia il campionato! La frase l'ho detta io proprio stamattina realizzando che ormai la lunga attesa era finita. Non facciamo finta di niente, il campionato mi è mancato in queste settimane. Se c'è una cosa che del calcio non sopporto, infatti, è il calcio mercato. Io sono per il detto “squadra che vince non si cambia” e la mia ultimamente ha vinto qualcosina, perché quindi cambiarla? A parte un giocatore che tutti sanno che io venderei, per il resto la mia squadra me la terrei così com'è. Gli addii non mi piacciono e i nuovi arrivati li seguo sempre con una certa “sufficenza”. Comunque non posso cambiare io da sola le regole, quindi intanto mi adeguo e spero tanto che i miei amati non vengano ceduti a squadre assurde tipo il Napoli: meglio fuori dall'Italia! I mondiali di nuoto sono finiti, quelli di atletica anche, giro e tour sono passati, la ginnastica ritmica non la trasmettono (maledetti!), sono finiti i tornei fighi di tennis per cui torniamo a parlare di calcio. Come sapete in questo blog amiamo tanto i “pensieri superficiali che fanno la pelle splendida” e d'altronde non è pensabile di dedicarsi a problemi di carattere nazionale per 24 ore al giorno senza esplodere dall'ansia e dal nervoso (perché la politica italiana fa venire il nervoso), quindi ho intenzione di chiedere all'ONU l'istituzione della tregua mondiale sotto l'invocazione di Zeus per il campionato di calcio. Decidetevi sul governo: deve cadere o no? Ci saranno nuove elezioni? Ok, decidetelo entro le 17 di domani o direttamente a lunedì. Fatemi godere la prima giornata di campionato in santissima e religiosissima pace! Tra sabato sera e domenica voglio essere un “italiano medio” come tanti, anche medio-basso. Voglio pensare al moviolone, all'arbitraggio, ai rigori in tutta tranquillità. Vogliamo discutere sulla grazia al nano? Bene, basta che finiamo entro le 17 di domani. Così, in ipotesi, potrei starvi ad ascoltare se parlate dei gossip dell'estate anche fino alle 20, perché in fondo sono curiosa di sapere se la Pellegrini e Magnini stanno assieme o se è vero che la nuova coppia vip è quella di Asia Argento e Max Gazzé. Fino alle 20 però, poi c'è la Juve e non ci sono per nessuno. Ho già pronta la bottiglia per il vino, la cena è programmata: non voglio rompimenti di scatole. E' stata un'estate politicamente travagliata tra sentenze, minacce di crisi, borse che scendono a picco. Eppure in genere d'estate la cosa più interessante è leggere Novella 2000 o i grandi classici sotto l'ombrellone, fare il sudoku. Insomma, lo slogan della pubblicità del più grande giornale di enigmistica italiano – che va in onda solo e soltanto d'estate - è “Non far spegnere il tuo cervello ogni 10 secondi!”, il che vuol dire che in estate diventiamo davvero italiani medii moltissimo. Pensate a che livello ci hanno portato se ci ritroviamo a bordo piscina a commuoverci perché domani riprende la serie A. E' vero, la crisi ha raggiunto livelli impensabili, in Siria dei bastardi (non riesco a trovare una definizione “migliore”) usano armi chimiche contro i bambini, in Libia si buttano bombe contro le moschee, in India le giornaliste vengono stuprate da gruppi di persone, in Italia discutiamo da settimane l'agibilità politica di un condannato in tutti i gradi di giudizio possibile, abbiamo una legge elettorale rivoltante, disoccupazione alle stelle, gli incendi che devastano luoghi millenari e incontaminati anche per scarsità delle risorse di soccorso. Questi sono i motivi per cui dico basta, lasciatemi tornare al calcio. Non è che non li voglio vedere, semplicemente mi fanno stare troppo male e ho bisogno del week-end per sfiatare come le pentole a pressione. Mi bastano 36 ore di sano, puro e semplice stacco dedicato al calcio. Mi voglio arrabbiare con l'allenatore se fa un cambio sbagliato (o se non lo fa), con i tifosi avversari, voglio cantare gli sfottò e bere birra con la frittatona di cipolle. Perché al contrario di quanto dice quel settimanale di enigmistica, davanti allo schifo completo che la nostra epoca ci regala viene davvero voglia di spegnere il cervello ogni 10 secondi.  


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