giovedì 12 novembre 2015

Stiletto Sport - Il calcio visto dai tacchi a spillo

Le domeniche della festa nazionale



Eccomi qua a commentare altre due domeniche in un solo post, abbiate pazienza.
Questo novembre inizia con qualche strano evento che congiura contro di noi: ero libera il sabato pomeriggio e il Cagliari giocava il lunedì. Ero libera il lunedì sera e il Cagliari giocava il sabato. Ma che scherzetto è? Qui c’è qualche brutta cugurra che cerca di tenermi lontana dal mio Casteddu, visto che l’ultima volta che mi sono distratta il Novara, lampu, ha fatto quel che ha fatto.
Ma io mi sono impegnata e sono stata concentratissima, e ho messo in atto tutti gli scongiuri scaramantici che mi sono venuti in mente e ancora uno di più. E i risultati si son visti, tanto che ora stazioniamo in meritata solitudine in cima alla classifica. Quanto al Tonara dovremo inventarci qualcosa di nuovo: nonna Nenna ha continuato a mettere la maglietta della Promozione ogni domenica, ma sembra che coperta da un maglione il suo effetto venga azzerato… e non va bene!
Ma iniziamo con ordine, invero sparso, dalla prima delle due domeniche di B, che poi era lunedì, 2 novembre. Per tutto il tempo della partita io e Violet abbiamo mosso i piedi come a mimare una finta a destra e un veloce scarto a sinistra, con il pensiero della Sardegna nella mente, nel cuore, e nelle gambe. Praticamente ci siamo mosse coralmente e comunitariamente in sintonia con ciò che accadeva a pochi metri da noi, al sant’Elia. Quando finisce il primo tempo facciamo una breve pausa, giusto il tempo di scoprire che Ceppitelli ha segnato il gol del vantaggio e, a qualche incauta battuta che nemmeno ricordo più, la mia risposta è solo: tu ti ricordi che oggi è il giorno della vecchina con la falce, vero? A pochi minuti dai tre fischi scopriamo il risultato definitivo: 2-0, grazie a una punizione carina carina di Di Gennaro.
Della partita non posso dire altro, ahimè, ma delle solite cugurre sì. Mi ha detto un uccellino che qualcuno si è lagnato perché il Cagliari avrebbe giocato male. L’anno scorso di questi stessi tempi, verosimilmente lo stesso qualcuno, ha fracassato l’anima con la seguente frase: “chi se ne frega del gioco, ci servono punti! Boganceddu a Zeman, o Giulini!”. Siete peggio di una zecca nel di dietro, sappiatelo! Zitti, dovete stare!!! Vi inviterei a recarvi in bagno per i vostri bisogni corporali, ma temo ci sia la fila. Infatti ho il sospetto che il bagno sia occupato ancora dal primo di novembre, da un pover’uomo con grandi corna. No, non è un Erchitu, né un Boe e neppure un Corriolu o un Corongiaiu. È un arbitro, ovviamente, l’unico tipo umano per il quale nemmeno il Cicap osa negare la presenza di ben sviluppati bozzi luciferini. Ora, io non so se la festa di Halloween gli è andata male e quindi è arrivato a Su Nuratze alterato o se la festa di Halloween gli è andata bene e quindi è entrato in campo ancora brillo. Insomma, non chiedetemi perché, ma gli è partito il cartellino rosso compulsivo, tutto in direzione rossonera, quella bella. Perché? Boh! Forse se l’è presa con il Tonara perché i diavoletti di Barbagia… diavoletti, cornetti… non avrà pensato mica che fosse un’allusione velata al suo palco da cervo? Non lo so, tre espulsioni in pochi minuti, via Poddie, Sciolla e Calaresu, e il Tergu fa tre gol. Tanti errori dai nostri ragazzi, sì, l’autocritica è fondamentale. Ma intanto, me lo sento, l’arbitro ne avrà ancora un po’ in bagno, afflitto da cagarella. Anche questo è fondamentale.
Intanto a Casteddu city… dopo l’importante vittoria con il Cesena, il Cagliari si prepara all’impegno casalingo contro il Modena in un tripudio di felici compleanni rossoblù, e tra gli auguri a Pattolino nostro bello, che i suoi ventotto anni siano felici e che l’erba dei campi sia ancor più felice di far tornare a brillare presto tutto il suo talento, e gli auguri a Suazo tesoro del mio cuore, si arriva all’unica vera festa nazionale da me riconosciuta. Il 7 novembre. Il Giggi’s day. Il compleanno del Mito, dell’ultimo Eroe (classico dio greco in shorts, cit. Raffaella Carrà). Pare discenda per via diretta dall’unione di Ares, dio della guerra e Afrodite, dea della bellezza. Solo forza e bellezza al loro stato ideale e più puro potevano produrre la rovesciata contro il Vicenza, narrano gli aedi. Solo l’ira di Efesto, tradito dalla sua sposa, potrà armare di una falce il piede del killer del Prater, profetizzò la Pizia.
Il 7 novembre non si può fallire, bisogna festeggiare. Io inizio a seguire la partita mentre mi preparo ad uscire, Joao Pedro segna, Stanco pareggia. Io devo spegnere la radio e non sapendo cos’altro inventarmi indosso una giarrettiera rossoblù, in fondo è festa nazionale! Arrivo alla fermata della Metro e la radio non è sintonizzata su Radiolina. Ecco, sappiate che il direttore dell’ARST risponderà personalmente di questo oltraggio: ma quando mai all’ora della partita mi fate sentire Radio Italia solo musica Italiana, ma siete scemi???
Nonostante ciò Joao Pedro fa una doppietta, la mia giarrettiera porta fortuna e Giggi viene festeggiato con la vetta della classifica, di imperio, nonostante cugurre e infortuni! Cosa vogliamo di più?
In realtà vorremmo una vittoria del Tonara, che però viene battuto dall’Atletico Uri. Ragazzi belli del mio cuore, niente panico! Gli spunti di gioco sono più che positivi, i risultati, se la tensione si mantiene alta e la costanza non si affievolisce, torneranno ad esserlo! Ma non serve nemmeno dirlo, ché avete dimostrato come reagisce una vera squadra in momenti ben più difficili! Poi, se ci arriva un portachiavi per attuare i nostri riti propiziatori non temete: tornerà anche la fortuna!
Ed ora vi lascio a riflettere, a prepararvi al prossimo prepartita e soprattutto a festeggiare il compleanno dell’unico principe al mondo il cui titolo nobiliare abbia valore: Enzo Francescoli!  


Intanto nell’olimpo… con due vittorie consecutive danno un premio?

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