giovedì 26 novembre 2015

150 Anni nel Paese delle Meraviglie!!!

Era il 26 novembre 1865 il giorno in cui venne pubblicata la Prima Edizione di Alice nel Paese delle Meraviglie. Oggi, come allora, spiriti bimbi si incantano attraverso i suoi occhi e sognano di vivere un'avventura reale in quel mondo fantastico... o era un'avventura fantastica in quel mondo reale? Mah! Comunque sia, la Rassegna Stronza non può non festeggiare la ricorrenza e lo fa riproponendo un'illustrazione di Salvador Dalì e il Prologo poetico, da molti dimenticato, del famosissimo romanzo. Buon Compleanno Alice! Buon Compleanno al Paese delle Meraviglie tutto!!!



Nel pomeriggio dorato
tranquilli scivoliamo;
poiché entrambi i remi, con scarsa perizia
da piccole braccia sono maneggiati,
mentre piccole mani fan vana pretesa
di guidare i nostri vagabondaggi.

Ah, crudele terzetto! In una tale ora,
in un tempo così languido,
chiedere una favola a un sospiro troppo lieve
da muovere la più minuscola foglia!
Eppure, che può una povera voce
contro tre lingue insieme?

Imperiosa, Prima fa balenare
il suo editto di “dare inizio”:
in tono più dolce Seconda si augura
“che ci siano dei non sensi”.
Mentre Terzia interrompe la storia
non più di una volta al minuto.

Ben presto, conquise a un silenzio improvviso,
con la fantasia esse seguono
la bambina del sogno attraverso un paese
di meraviglie strane e nuove,
a colloquio amichevole con uccelli e animali...
e quasi lo credono vero.

E sempre, quando la storia prosciugava
i pozzi della fantasia,
e debolmente lui tentava, stanco,
di mettere da parte l'argomento
“Il resto la prossima volta...” “La prossima volta è ora!”
gridano le voci festose.

Così crebbe la storia del Paese delle Meraviglie:
così lentamente, a uno a uno,
i suoi strani episodi furono intagliati...
e ora la storia è finita,
e si vira verso casa, allegro equipaggio
sotto il tramonto del sole.

Alice! Accetta una storia infantile
e con gentile mano
deponila là dove si intrecciano i sogni dell'Infanzia
col mistico nastro della Memoria,
come ghirlanda secca di pellegrino, fatta di fiori
colti in una terra lontana.


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