sabato 20 luglio 2013

Femen si perché... by Pink

Intorno ad Aprile lessi la notizia di una femminista tunisina, appartenente alle Femen, arrestata per averpubblicato delle sue foto a seno nudo. Mi si sono poste due domande: chi è la ragazza arrestata e chi sono le Femen? Curiosità prima, interesse da blogger poi. Noi donne della Rassegna avevamo da poco dedicato un'iniziativa alle donne e ci apprestavamo a farne partire un'altra sulla libertà, la vicenda di Amina le riguardava entrambe perché si trattava di una donna che manifestava per i diritti di tutte le donne e lo faceva in piena libertà, quella stessa libertà di cui era stata barbaramente privata. Pensai che fosse inaccettabile. Così freneticamente mi misi a cercare notizie e altro materiale che mi aiutassero a costruire un post per il blog, ma quando digitai su google “femen italia” mi si aprì un mondo. Entrai in un blog e presi contatto con la realtà Femen nel mondo e in Italia. Già lo slogan d'apertura era illuminante: “free your boobs and your mind will follow”. Libera le tette e la mente ti seguirà. Non ho mai avuto problemi a restare a seno nudo, semmai mi vengono le paranoie per gli altri. Io nuda mi sento libera, perché in fondo tutto il mio corpo è frutto della natura, mi è stato dato così e tutti quanti lo hanno così. Siamo il risultato di un'evoluzione e il nostro corpo rispecchia le nostre funzionalità biologiche. Prima sono nate le tette, il sedere, i peli sotto le ascelle, i piedi, le ciglia poi gli hanno aggiunto il pudore, la vergogna, la malizia e l'ipocrisia. Quando ho visto le Femen e quando ho letto le loro storie ho amato la loro voglia di usare i corpi come “un'arma”. In una società che nell'apparenza non accetta la nudità in modo molto, troppo, ipocrita e nelle stanze segrete usa quella stessa nudità nel modo più volgare, abietto, commerciale, manifestare usando il seno nudo era contemporaneamente scioccante e ammirevole. Siamo sommersi da corpi nudi, in ogni pubblicità c'è una persona nuda che serve a reclamizzare il prodotto in oggetto (pure nella pubblicità della Edison con Gerry Scotti), è stupidamente ipocrita coprirsi gli occhi e gridare allo scandalo per delle donne che mostrano il seno scrivendosi sopra i propri diritti da rivendicare. Dai, siamo onesti, ci sono le persone che non amano il nudo nemmeno su un manifesto pubblicitario e capisco che quelle stesse non manifesterebbero come le Femen, ma non capisco (e non intendo capire) chi critica le Femen col pretesto di una donna oggetto che si batte contro le “donne oggetto” e non si scandalizza di tutte le donne usate come veicolo commerciale. E non sto parlando delle prostitute... Per questo dico Femen si! Perché se tutti hanno paura di loro, se nel mondo sono arrestate, se continuano ad essere represse, se hanno bisogno di fuggire dai loro paesi per continuare a manifestare per le donne (per tutte le donne, nessuna esclusa) è perché qualcuno, lì su nelle stanze dei bottoni, ha paura di loro. Quello che le Femen vogliono far capire è che la nudità non è un'ammissione di disponibilità mentale e fisica ai voleri dell'altro. Un corpo nudo deve essere soltanto un corpo nudo. Chiedetevi perché è possibile pubblicare su facebook una foto di un uomo a petto nudo coi i suoi capezzoli al vento, mentre se mettete una donna a seno nudo coi capezzoli al vento vi venga segnalato profilo, pagina, account e siate bloccati dall' “Autorità competente”. Cos'ha di diverso, mi chiedo, un capezzolo femminile? Siamo impastoiati dalla malizia, dall'ipocrisia e dal finto pudore tanto da non scandalizzarci dall'ondata di nudi femminili maliziosi, ammiccanti, seducenti che campeggiano su ogni manifesto per la strada, su ogni pagina di rivista, in ogni trasmissione televisiva, ma gridiamo allo scandalo se una donna libera, adulta e intelligente rivendica il diritto ad essere sé stessa mostrando il seno. La verità è che non fa paura o scandalo il seno nudo, fanno paura e scandalo gli slogan che le Femen si scrivono addosso. Amina si scrisse addosso che il suo corpo non è la casa dell'onore di nessun maschio, il che è impensabile in un paese musulmano che si dice progredito ma che di fatto non lo è. E non è progredita nemmeno l'Italia. E' notizia di pochi giorni fa che una delle leaders del movimento Femen, Aleksandra Shevchenko, è stata arrestata in Tunisia e rimpatriata forzatamente a Kiev. Il suo passaporto è stato trattenuto dal comandante del volo che l'ha ricondotta in Ucraina. Perché? Rispondetemi. Voglio sapere perché è necessario attuare un atto di repressione così forte contro una donna andata a manifestare la sua solidarietà ad altre quattro attiviste. Forse perché quella primavera araba tanto sbandierata in realtà per le donne non è mai arrivata? Forse perché una donna veramente libera di pensare, essere e agire è più “pericolosa” di un esercito armato fino ai denti? Io vi invito a leggere il blog di Femen Italia (http://femenitalia.blogspot.com) e riflettere su quello che le ragazze scrivono. I temi sul mondo femminile sono vari, ma francamente non saprei fare una classifica. La prima a colpirmi fu una riflessione sull'abbigliamento: avete notato che un tempo le donne per emanciparsi portavano i pantaloni? Bene, riflettete sul fatto che oggi la gonna, indumento “tipico” del vestiario femminile, venga considerato un oggetto di seduzione. Oppure ragioniamo tutti insieme sul perché esistano dei lavori etichettati come esclusivamente “femminili” e altri come “maschili”. E' vero che quello di Femen è un modo di manifestare un po' provocatorio, ma io non ci trovo nulla di male. Come è stato giustamente fatto notare dalle fondatrici di Femen, di nazionalità ucraina e costrette a trasferirsi a Parigi per continuare la loro opera, se scrivessero sui cartelli gli stessi slogan che si scrivono sul seno non le ascolterebbe nessuno. Ora, abituatevi ai nostri seni nudi, nella speranza che leggiate anche cosa c'è scritto. Perché su Femen si dice solo questo: le tette nude. Che sopra ci sia scritto libertà, pace, rispetto per tutti, diritti, stop alle violenze, al femminicidio, questo non lo nota nessuno. Le ragazze di Femen, non sono delle pazze invasate che agiscono tanto per fare.Le Femen sono donne che studiano, si documentano, si preparano (anche fisicamente, si) per agire a favore dei diritti delle donne. E lo voglio ripetere, di tutte le donne. Per affrontare un argomento come il femmicidio, e la sua punizione giuridica, bisogna lavorare sodo, documentarsi, leggere, coordinarsi e collaborare. La manifestazione è solo la punta di un lavoro di gruppo. Forse non tutti apprezzerete il loro modo di agire, pazienza. Non si può piacere a tutti. Quello che conta è che tutti comprendiamo l'importanza di lottare per e con le donne in questo nuovo femminismo di esaltazione dell'essere donna, di condivisione dell'essere donna, di passione per l'essere donna. Quanto a me, io ho scelto di farlo con e per le Femen


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