sabato 1 novembre 2014

Stiletto Sport - Il calcio visto dalle open toe di Red


Le domeniche dei battesimi


Abbiate pazienza se arrivo di sabato, ma questo calendario mi fa impazzire! Prima lascia due settimane vuote, poi ti piazza due giornate (tre con oggi) quando meno te lo aspetti. E così, non essendo io Wonder Woman, arrivo anche questa settimana in zona Cesarini. Abbiate pazienza.
Una settimana fa scrivevo di Cagliari – Sampdoria, quella bellissima partita, mentre su Casteddu scendeva in campo a Empoli. Io non ero di corsa, ero di volo. Dovevo completare il mio resoconto dallo stadio, e meno male che l’ho fatto (oggi a raccontare tre giornate in un solo post non ce l’avrei mai fatta), dovevo lavarmi, vestirmi, preparare la borsa e correre veloce verso i miei impegni del sabato pomeriggio. Alle 16.00 addio a radio e cellulare, come avrei mai potuto fare? Per fortuna i nostri bei fanciulli in rossoblù hanno pensato alla loro fedelissima (non guardia, tifosa) Red. Vi racconterò ora come.
Dopo aver abbondantemente ascoltato “Quando Gigi Riva tornerà” in metropolitana con Violet e aver pranzato in allegria, vi dicevo, mi sono messa al computer per completare la mia mission impossibile. Alle 15, mentre scrivevo le ultime parole su Cagliari-Sampdoria, ho acceso la mia ormai nota radiolina Sony. Intorno al 15’ del primo tempo la connessione internet inizia a fare i capricci rallentando terribilmente i miei progetti, in combutta con Vittorio Sanna che mi fa prendere un colpo ogni dieci secondi attentando alla vita del mio attempato pc. Intorno al 25’ del primo tempo ce l’ho fatta: spengo il computer, cerco i vestiti, preparo la borsa. Siamo al 30’. Entro in bagno per fare pipì, lavarmi i denti, pettinarmi e iniziare la base per il trucco. Esco dal bagno e Vittorio Sanna sta urlando: “Avelaaaaaaaaaaaar!!!!!  Goooooooooooooooooooooooolllllllllllllllll!!!! Goooooolllllllllllllllllllllllll!!!!!!! 2-0!!!!!”.
Aspetta, due a zero? In cinque minuti? Ebbene si! Ma non faccio in tempo a capire chi abbia segnato il primo, che urla “rigore! Rigore!”. Mio padre si affaccia in camera per avere aggiornamenti, era fermo sul primo e discute dell’effettiva presenza del secondo, io mi sto allacciando le scarpe saltellando su un piede verso il bagno, è tardissimo, metto il rossetto mentre urlo con Vittorio Sanna "gooooooooooooooooooolllllllllllllllllllllllllllllllll!!!!!!!! Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!". Prendo la borsa, volo verso la fermata della metro, è in ritardo anche lei, non l’ho persa, evviva! Prendo il cellulare per avere aggiornamenti e capire chi sia il sant’uomo che ha sbloccato il risultato e leggo 4-0. Uh, non mi sembra vero! Mando subito un sms a Violet per informarla dell’accaduto, risponde: “ma davvero?”. Le rispondo con i nomi dei marcatori, finalmente ho capito che il sant’uomo è, neanche a dirlo, Pattolino mio Sau, e, a posteriori dico: fuorigioco o no, che tocco!!! Poi doppietta di Avelar e opera d’arte di Ekdal, che vogliamo di più? La risposta è nelle parole del mister Zeman “non mi è piaciuto il secondo tempo”. Bravo mister! Ma tanto io alle quattro ho dovuto spegnere tutto!
Quella stessa sera il Sassuolo ha pestato il Parma e la Roma ha fatto gioire tanto gli Juventini pareggiando a Genova con la Samp. Il pomeriggio di domenica, mentre un arbitro piuttosto cornuto dirigeva a Dorgali un Tonara meno incisivo del solito, decretando un troppo severo 3-0 per i padroni di casa, giocava anche la serie A, e io me ne infischiavo abbastanza.
Vittorie per Genoa, Udinese, Juventus (mi perdonino i nostri amici juventini, non ho proprio visto nulla domenica scorsa per poter raccontare la partita, ma Pink sicuramente rimedierà!), Inter, Lazio e Napoli, che col solo fatto di averne segnati sei, mi irrita il sistema nervoso. Unico pareggio di giornata viene la sera da Milan e Fiorentina.
Non faccio in tempo a riprendermi dalla sbronza del 4-0 che arriva mercoledì, e che fatica!
Piero Marras la mattina, ormai è obbligo, stadio niente per principio, che quelli di Milano non sono i rossoneri giusti per spendere tutti quei soldi di biglietto. Il sant’Elia è pronto per il battesimo della nuova curva Sud, sedicimila spettatori ci saranno tutti. Noi (Io, Violet e Quadernino Rosso: squadra che vince non si cambia) saremo vicini al Sant’Elia, alla fiera campionaria di Cagliari per sentire il coro di Tonara. Loro si, sono i rossoneri giusti, i diavoletti di Barbagia. “Cantiamo alla fiera” dice mister Sulis (noi non dimentichiamo, lo vogliamo in nazionale!) a Quadernina. Giunte a destinazione con qualche minuto di ritardo ci avviamo verso il concerto. “Ma dove?” “boh, mi ha detto alla fiera!”. Ci accorgiamo di essere imbucate ad un convegno, ma la missione va compiuta: dobbiamo propiziare le imprese di Sau! C’è gente strana che parla in inglese, gente straniera vestita a festa che “non vuole vista” e poi arrivano loro: con Nanneddu Meu è un’ovazione, con "non potho reposare" commozione, con “the lion sleeps tonight” tripudio! Solo tre canzoni, è l’unico difetto dell’esibizione… ma… guarda che ore sono! Il tempo di complimentarci con i coristi e via di corsa verso Cagliari – Milan! Una signora che arriva in ritardo ci chiede se è tutto finito. Risposta: "no, ma la partita sta iniziando!"
Si sente il boato del sant’Elia, il tempo di salire in macchina e accendere la radio per urlare con la curva “e con il numero 5, il capitano, Daniele CONTI!!! Con il numero 25, Marco SAU!!!
E via. Dove andiamo a mangiare e seguire la partita? Propongo il “caddozzone” dell’Ossigeno (per i non casteddai chiosco di panini antistante i campi da calcetto più frequentati di Cagliari), ma è tutto pieno e di parcheggio neanche l’ombra. Il Cagliari tiene il gioco da paura mentre parcheggiamo in via Sonnino. Un po’ di fame c’è, Violet è il nostro filo diretto con la partita: pendiamo dalle sue labbra e dalle sue espressioni. Proviamo a prendere una piadina? Dentro ci son solo ragazze e nemmeno l’ombra di uno schermo o una radiocronaca. Proseguiamo pensando di provare a fermarci al caffè Europa, poco distante. Siamo a metà via Grazia Deledda quando Violet, con somma grazia, sussurra “gol! Ibarbo!” Io e Quadernina, con un filo di grazia in meno, esultiamo come avessimo vinto un mondiale. Giunte al caffè Europa ci accorgiamo che son liberi solo i posti sotto il maxischermo, inutili ai nostri fini. Entriamo per controllare meglio: tanti uomini e nemmeno un cavaliere che ci inviti al suo tavolo. Ibarbo sbaglia un tiro e si lagnano. Sentenzio: “qui è come i distinti, ajò in curva!”. Con una galoppata siamo all’ossigeno, Violet mi segnala quando il pallone è in piedi milanisti, io fino a contrordine cugurro: “muori, muori, muori, impiccati”. Funziona. Ciò che più mi irrita è la presenza di Torres. Con quel nome, al sant’Elia. Era dai tempi degli Orrù, e della C1 con Claudio Ranieri che qualcosa con quel nome non metteva piede al sant’Elia! Arriviamo all’Ossigeno, Quadernina dichiara: qui è davvero la curva! Io replico: sei al battesimo dal caddozzo? Allora benvenuta a Casteddu! Prendiamo tre panini alla salsiccia, in fila alla cassa mi metto a discutere su chi paga il conto smetto di dire “muori, muori, muori” e Bonaventura segna il pari per quelli là. Porca miseriaccia ladra. Dico solo “qui finisce l’avventura del signor Bonaventura”. Saprò più tardi che il ragazzo trascorre la notte in ospedale, povera stella!
Fine primo tempo. Ma voi lo sopportate il commento di Sky? Ma neanche un po’!!! Andiamo in macchina! Ribadisco: stadio o Radiolina, tutto il resto è ripiego!
Il secondo tempo è un po’ più duro, noi dominiamo, c’è poco da dire, ma il Milan ha personalità che quando hanno il pallone nei piedi fanno temere. E poi l’arbitro si incornutisce ogni minuto che passa di più… La pipì ci porta a casa di Quadernina, che offre torrone di Tonara per evocare le imprese di Sau. Il nostro capitan Conti è strepitoso, imperversa, prende un palo, corre come un pulcino. Passano i minuti, il pallone non entra in porta e noi stiamo per entrare nel televisore sintonizzato sulla radio. Esce Torres, era ora. Patatine fritte, dopo il torrone non c’è male! Passano i minuti “muori, muori, muori” “dai, dai, dai”… nulla, tre fischi sul pari. Va bene così: anche oggi c’è da dire: che partita, ragazzi! Pattolino Mio non ha segnato nonostante i nostri riti scaramantici tonaresi, ma che palla ha servito a Ibarbo? Non abbiamo un calciatore, abbiamo un artista!!! E poi tutta una squadra che quando segue il mister è un incanto, e un capitano con un cuore grande così! I diavolacci milanisti in confronto a noi sono apparsi solo uno spreco di soldi ed energie, punto guadagnato per loro, grande orgoglio e soddisfazione per noi.
In tutto ciò il fatto che si giocassero altre partite me l’ero dimenticato. Un amico gobbetto mi scrive un messaggio: “lo sapevo che oggi perdevamo!” Io rispondo: “chi???? Noi non abbiamo perso!” Lui: “la Juve… noi si!” “Ma davvero???” “Un gol di culo del Genoa al 46’”. Scusate, ma questo è il primo stiletto in tre anni con saldo punti in favore del Cagliari!!!
Ora, la nuova giornata è partita con la Roma che, dopo la vittoria sul Cesena, affronta il Napoli (reduce da un pareggio a Bergamo) in testa alla classifica, coinquilina della Juventus, ma tutto è pronto a veloci evoluzioni.  
L’Empoli, ancora stordito dal Cagliari continua a stordirsi col Sassuolo, la Fiorentina torna a convincere contro l’Udinese, Inter, Torino e Palermo strappano i tre punti contro Samp, Parma e Chievo, la Lazio si prepara ad ospitarci lunedì sera con un pareggio a Verona.
E adesso… Schhhhhh!!! Che già si ricomincia!



Nessun commento:

Posta un commento