giovedì 9 ottobre 2014

Stiletto sport - Il calcio visto dalle open toe di Red


La domenica del Rewind... Sigla!

Sabato, ore 18. Sulla città di Cagliari si addensano enormi nuvoloni grigi, lampi e tuoni fanno tremare i vetri della mia stanza. Sembra il giorno che Candy Candy e Terence si sono lasciati, funesti presagi attraversano l’aria. Il Cagliari sta iniziando a giocare a Verona e io devo uscire, porca miseria! Sono pure influenzata, ma è un impegno importante in onore di Green e mi tocca… non potrò nemmeno portarmi la radiolina, non sta bene! La mia radiolina… la radiolina sony del 1993 in cui vive la poesia del calcio…
E così scatta il rewind.
Sauuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!!!!!!!!!
Ekdaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaallllllllllllllllllllllllll!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Aaaaaaaaaaaaalllllllbiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinnnnnnn Ekdaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaalll!!!!!
Eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeekdaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaallllllllllllllllllllllllllllllll!!!!!!!!!!!!!!!!
Come Vasco Rossi… vorrei rivederlo sulla poltrona di casa mia con il rewind… Rewind! Rewind!
Sono 4, contro l’Inter a San Siro. Non che ci voglia tanto a battere l’Inter a San Siro, ma la mia radiolina Sony del 1993 ha raccontato solo un’altra vittoria così. Che poi non era proprio così… però in panchina c’era sempre un maestro del calcio, anche se molto diverso da ora, c’era il Mister Tabarez, che io solo per lui e per il principe Enzo (Francescoli) tiferò sempre Uruguay (e chi se ne importa se a qualcuno piace rosicchiare le spalle in campo!).
Ecco, Inter-Cagliari 1-4: quattro capolavori rossoblù e un gollonzo nerazzurro, ma soprattutto la poesia del calcio. La poesia della partita perfetta, dove i movimenti di ogni giocatore sembrano guidati da un direttore d’orchestra, dove gli errori nascondono la chiave per la prossima giocata. Tanti, giacché sfottere l’Inter è divertente,  dicono che quattro gol vanno soprattutto presi. Io dico che una partita così va fatta, altro che, e va anche seguita! Per me è la poesia del calcio ascoltato alla radio e visto dopo al tg, il piacere sommo del post partita, il gusto di mettere la maglia del Cagliari il lunedì in cantiere e la fortuna di beccare un ingegnere interista.
Una partita così (n.b. la chiamo partita, non vittoria) è il frutto del calcio ideale di Zeman, bisogna dirlo e ammetterlo. Chi ama il gioco lo ama, chi pensa alla partita e non alla vittoria lo adora, perché chi ama il gioco sa vincere e sa anche perdere. Il calcio alla Zeman è un’arte, sia quando lo si gioca, che quando lo si tifa. Chi invece vive nello schematismo della vittoria vs sconfitta, chi conta più i punti delle emozioni… no, Zeman non può proprio soffrirlo!
Io, personalmente, lo adoro!
Ma il rewind dura un solo istante, e torno al giorno che pioveva come quando Candy Candy andò ai funerali di Antony… Trovo il coraggio, esco, e furtivamente, ogni tanto, controllo il risultato. L’ultima volta che lo faccio mi sembra che la partita sia terminata sullo 0-0. Niente di che, ma l’Hellas è una squadraccia carogna e andrebbe anche bene. Mi occupo di Green, e non ci penso più! Quando torno a casa scopro la triste verità: devo fare l’aerosol, ché evidentemente l’ingegnere interista mi ha cugurrata, via Roma si è allagata, Antony è morto, Terence e Candy Candy si sono lasciati e l’Hellas ha segnato all’89’. Ma porca miseria!
P.S. Il calcio di Zeman lo adoro anche oggi.
Il sabato si chiude con una vittoria netta del Milan sul Chievo, così Verona può passare una domenica tranquilla.
La domenica è tutta un’attesa per lo spareggio scudetto Juventus-Roma, ma si fanno all’inizio di ottobre gli spareggi scudetto? Mah…
Mentre si attende la vita va avanti: l’Empoli fa la bua al Palermo, la Fiorentina fa la super bua a un’Inter ormai traumatizzata dalla tripletta di Ekdal, la Lazio la spunta all’Olimpico col Sassuolo, il Napoli, porca miseria, batte il Torino, il Parma perde in casa col Genoa, la Sampdoria batte l’Atalanta e l’Udinese con il Cesena sono gli unici a pareggiare.
E poi, dicevamo, il big match. Big… mah! La partita in effetti vale: intensa, agonistica, piena di gol… (fossero su azione sarebbero più divertenti, ma non puntualizziamo). La tensione alle stelle e le emozioni anche, per un risultato finale di 3-2 per i padroni di casa zebrati.
Ma poi? Mi farebbe piacere entrare nel merito, ma rigore è quello che arbitro fischia, è la mia regola, e vale anche quando vincono i gobbi: sono una ragazza onesta, io! E poi cosa può dire una piccola blogger su una partita di calcio, che non sia già stato detto in parlamento?
Parte una settimana di rewind continui che riportano in continuazione allo j-stadium.
“Una catastrofe pissicocosmica si abbatte contro le mura del tempo…” Ehi, è una partita! Di inizio campionato! Poteva vincerla chiunque! Ehi, vi sentite bene? Tutto ok?
Ci sono i gobbetti che fanno i perseguitati… ma siete la maggioranza! Se al governo ci fossero i gobbi anziché il PD avremmo strisce pedonali ogni tre metri inserite in costituzione al posto dell’articolo 1 che è demodé, immediatamente, altro che 1000 giorni. Perché gli juventini sono molti, molti più di una sorpresa su cinque del kinder, e sono tutti d’accordo, quando si parla di strisce bianche e nere! Quindi state su: non c’è il tanto per perseguitarvi, voi siete molti di più dei vostri detrattori!
I romanisti che piangono miseria… va bene cinque minuti dopo il terzo fischio, ma adesso! La dignità, ragazzi, la dignità!
Bonucci che twitta “sciacquatevi la bocca” e il tg1 lo mette tra i titoli di apertura, ma ne vogliamo parlare?
Suvvia! Red non può commentare, troppe voci più autorevoli di lei si sono espresse!
Solo un consiglio mi permetto: romanisti, imparate a perdere! E voi, cari bianconeri… imparate a vincere, sarebbe ora!
Ma la domenica non è ancora finita, e mi porta tanta allegria e consolazione.
I rossoneri belli bellissimi, mentre in paese Cortes Apertas mostra le meraviglie di Tonara al mondo, portano meraviglie in campo: dopo un breve vantaggio degli ospiti… doppietta di Pili e Calaresu chiude la partita. 3-1, Sorso a casa, evviva!
E poi… non di solo calcio vive l’uomo, figuriamoci la donna! Esistono ragazzi tanto alti e tanto belli che vivono a Sassari e giocano a un gioco meraviglioso che si chiama basket. Un gioco dove ancora gli outsider con un buon progetto possono farsi strada e raccogliere quanto meritano. La supercoppa italiana è bianco blu! Una meravigliosa Dinamo sbaraglia l’Armani Milano… tripudio, spettacolo e meraviglia!


E anche per questa settimana è tutto… buon week end e forzaCasteddu!   

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