Caro Amore, assurdo cosa accadde, quando ti vidi per la prima volta: portavo un cuore entrando nella stanza, ma uscendo non lo avevo più. Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare, devo convincermi però che non è nulla ma le mie mani tremano. Poso per ore davanti a te mi dipingi di sole anche se non c'é, a un tratto trovo me. Io non ti conosco, io non so chi sei, so che hai cancellato con un gesto i sogni miei. E adesso siediti su quella seggiola, stavolta ascoltami senza interrompere, è tanto tempo che volevo dirtelo: siamo isole nell'oceano della solitudine e arcipelaghi le città dove l'amore naufraga, sei il mistero profondo, la passione e l'idea, sei l'immensa paura che tu non sia mio. Che resta di un sogno erotico se al risveglio è diventato un poeta, se a mani vuote di te non so più stare, come se non fosse amore ma per errore chiudo gli occhi, ti vorrei non nei sogni ma così come sei. ...